Il 24 aprile 2026 rimarrà impresso nei nostri cuori come il giorno di un "ritorno a casa". Con immensa gratitudine al Signore, le Suore Albertine hanno ufficialmente costituito la nuova comunità presso la RSA "Cha Maria" di Piazzo, riallacciando quel filo prezioso che si era momentaneamente interrotto quando, per motivi di salute e di età, le sorelle che dirigevano la struttura avevano dovuto allontanarsi.
Oggi, quel seme gettato dal Beato Federico Albert torna a germogliare in modo sorprendente.
A ridare vita alla comunità non sono infatti le "vecchie guardie", ma tre giovani suore provenienti dal Benin: suor Julienne, suor Victoire e suor Julie-Rose. È un segno di come il carisma albertino, nato a Lanzo, sia stato capace di viaggiare fino in Africa per poi tornare oggi in Piemonte, carico di nuova energia e giovinezza.
Il cammino di questo nuovo inizio è cominciato alcuni mesi fa e si è concluso la sera della vigilia: durante la celebrazione dei Vespri, la nuova comunità è stata affidata nella preghiera al Padre, chiedendo luce e forza per la missione che le attende.
Il pomeriggio del 24, a Piazzo, l'accoglienza è stata veramente calorosa. La Santa Messa, cuore della giornata, è stata presieduta da don Beppe, parroco di Lauriano, insieme al diacono Roberto.
La cappella era gremita: tra i banchi si respirava un clima di famiglia grazie alla presenza di numerosi ospiti della RSA, dei loro familiari, degli amici della frazione Torrione, del Sindaco, del Direttore e di tutto il personale.
Al termine della liturgia, Suor Maria Luisa ha preso la parola per esprimere una parola di ringraziamento al Signore che sempre ci guida e ci accompagna nel cammino. Ha voluto sottolineare come la missione che attende le sorelle a Piazzo sarà "facile" per l'affetto che da subito hanno percepito, ma al contempo "impegnativa" per la delicatezza del servizio: essere una presenza di preghiera, di ascolto e di carità.
Un pensiero speciale è andato alle autorità e a tutti i presenti, concludendo con l'affidamento della nuova comunità alla Madonna, a San Giuseppe e al nostro amato Fondatore.
Ci auguriamo che la presenza delle suore torni a essere un faro di speranza e carità per tutta la struttura e il territorio.